BORDERLINE PSYCHOTIC ACTIVITY

.

2014

In “Bordeline psychotic activity” si riprendono aspetti già trattati in lavori precedenti.
In parte quindi il ritorno all’abbandono e al degrado. Basta armarsi di una macchina fotografica per testimoniare come gli edifici storici plasmati dalla mano dell’uomo in passato e di cui si ignora oggi la loro esistenza, siano svuotati e lasciati in stato di abbandono e nel degrado totale. È questo il “dramma dell’abbandono” a cui va il pensiero e dove si sofferma l’occhio critico di Simona. Queste presenze del passato diventano così un peso morto per i Comuni e le Province, diventano “zavorra” sparsa in tutto il nostro continente. Simona vuole ridare vita a ciò che è stato dimenticato da ex ruderi ad ex capannoni industriali, in un paese come l’Italia che conta due milioni di metri cubi inutilizzati. In questo caso è un “Ex manicomio” ad essere immortalato che riconduce così alla tematica delle malattie affrontata in “Borderline la linea di confine”. Simona vuole dare una visione di un altro aspetto della malattia che è quella psichica. Quindi, se in “Borderline la linea di confine” Simona affronta la malattia ponendo come soggetto fisso una sedia a rotelle bianca, il non colore, è rappresentativo della malattia stessa, o del malato intrappolato nel sua condizione di “limbo”, di attesa e di incertezza, in “Bordeline psychotic activity” utilizza come soggetto un vero modello con una vera camicia di forza dove esprime fisicamente il disagio psicologico, vissuto come incubo e intrappolato nella sua stessa gabbia mentale.Sempre attraverso l’esperienza vissuta in passato con la malattia del padre e avendo conosciuto diverse realtà dove le problematiche neurologiche erano evidenti e dove ha creato un enorme cambiamento comportamentale nei degenti. Così attraverso loro si è domandata e si è accorta quanto il cervello e la mente siano estremamente delicati. Ci si sofferma così difronte ad una altra incognita della vita, un altro oggetto d’indagine basato sugli effetti di lesioni cerebrali.Osservando silenziosamente i comportamenti dei pazienti si nota subito come il proprio carattere viene annientato quasi completamente, come se ci fosse stato un black out del cervello, dove si perdono i vecchi dati e nel riavviarsi si devono rintrodurre nuovi dati. L’uomo che era ritorna infante nei comportamenti. Come spiegarsi questa regressione mentale e comportamentale? Mente, psiche, inconscio quanto influiscono sulle persone? Psiche come astrazione concettuale? Oppure psiche contenente una dimensione profonda legata all’anima? Può la mente dimenticarsi di tutto un background di una vita??Domande e risposte che solo i nostri più illustri psicologhi e filosofi hanno tentato di dare ma ad oggi nessuno è in grado di offrire con certezza delle risposte valide.
Testo critico Manuela Vela

In “Borderline Psychotic Activity” I dealt with some issues that I have already considered before. First I dealt with decay and abandonment: it is easy with just a simple camera to document how historical buildings made by mankind who are now forgotten are left empty and decaying. These humongous “presences” from the past are just a dead weight for cities and governments, they are “burdens” scattered among a land. Is it in this drama of abandonment that I wished to gave new life to forgotten things, whatever they may have been, in a country like Italy, where 2 millions cubic meters of buildings are unused. In “Borderline Psychotic Activity” it is an Asylum to be the object of my work.

Such a choice made it possible to continue the reflection on the subject of illness which I worked on in “Borderline Linea di confine”. However in that project I worked on neurodegenerative illnesses with a white chair as the main subject, representing the illness itself, or even the patient prisoner to the uncertainty of sickness. In “Borderline Psychotic activity” the subject is instead a living person in a straitjacket. The subject expresses physically his psychic distress, experiencing it as a nightmare, as feeling trapped into his own mental cage. After the experience with my father’s illness and having met different situations where neurological issues created enormous behavioural alterations I started to reflect on how brain and mind are such delicate mechanisms. So, silently watching the patients’ behaviour, I was able to notice how one’s own character is annihilated almost completely by the illness, just like a kind of blackout of the brain, which loses the old data for new ones that overwrite them. And so the patient goes back almost to a childlike, primordial, condition. How to explain such mental and behavioural regression? How mind, psyche, unconsciousness, affect people’s behaviour? Is our psyche just a conceptual abstraction? Or is it somehow connected with the deeper dimension of our soul? Can a mind forget all of is preceding life?
Critical text Manuela Vela

Share

BORDERLINE PSYCHOTIC ACTIVITY

Borderline psychotic activity

Borderline psychotic activity

.


Bordeline psychotic activity

Bordeline psychotic activity

.


Bordeline psychotic activity

Bordeline psychotic activity

.